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  • Ad'Architettura

Travolti da un'insolito destino nell'azzurro mare di Favignana

Aggiornamento: 2 ago

Il cantiere di una villa a pochi passi dal mare

Parafrasando una famosa pellicola di Lina Wertmuller, sembra che sia stato proprio travolgente l’effetto che l’isola di Favignana ha avuto su un nostro cliente, un imprenditorie emiliano, che imbattutosi in una villa degli anni ’60, ha deciso di acquistarla e innamoratosi dell’azzurro del mare e del cielo di Favignana, ha deciso di ridare nuova vita ad una dimora abbandonata ormai da tempo, nota sull'isola col nome di “Villa Tempestina”.

La villa ha assunto questo nome, dallo pseudonimo di una di una nota giornalista dell’epoca, Laura Montini, cugina di Papa Paolo VI, che fu proprietaria della residenza negli anni ‘70.

Concepita nel 1962, con il progetto dell’ingegnere Giuseppe Giustolisi, la villa sorge a circa cinqua metri dal mare, immersa in una cornice di grande valore paesaggistico, caratterizzato da una pineta piuttosto estesa (a valle del promontorio che domina l’isola di Favignana) dirimpetto al faro di Punta Sottile, rivolto verso l’isola di Marettimo.

Al nostro primo sopralluogo abbiamo trovato la villa letteralmente invasa dalla vegetazione che intanto negli ultimi quindici anni si era fatta strada fino ad arrampicarsi sui muri del patio. Tracce del precedente cantiere erano visibili nel baraccamento esterno e negli impianti idraulici ed elettrici lasciati in sospeso e nella importante quantità di maioliche da rivestimento, peraltro realizzate a Santo Stefano di Camastra, abbandonate dentro la corte.

La villa rispecchia piuttosto bene il gusto delle case per la “villeggiatura estiva” degli anni sessanta. La distribuzione planimetrica a forma di “L” contiene due camere da letto con stanze per armadi e i rispettivi bagni privati, la cucina ed un piccolo studiolo, tutti direttamente prospicienti sul patio esterno, la cui natura, è quella di “salotto” della villa.

Per concludere la successione delle camere e dei volumi della residenza estiva, incontriamo la depandance, unico ambiente a trovarsi all'esterno ed indipendente dalla villa, ma comunque adiacente ad essa sul lato ovest.

E' stato affascinante seguire l'evolversi del cantiere su un isola che trasuda di storia. Ogni volta che attraccavamo al porto, ci attendeva la vista della Tonnara e del Palazzo Florio, a ricordarci il delicato compito che ci era stato affidato, progettare nel rispetto della storia e delle tradizioni dell'isola, senza cadere nella tentazione di sottolineare in maniera inopportuna la nostra "Presenza".

Il progetto è stato guidato da un intento volto al restauro funzionale della villa ma soprattutto del rapporto tra quest'ultima ed il paesaggio.


Abbiamo lasciato inalterato lo spazio interno dell'abitazione, a meno di qualche dettaglio utile a rendere più funzionale la casa alle esigenze dei nostri tempi. Per dare continuità ed estensione agli ambienti della villa, abbiamo portato dentro casa lo stesso pavimento in microcemento che la locale Soprintendenza ai Beni Culturali ci aveva prescritto per il patio esterno. Assieme ai clienti abbiamo scelto la tonalità definitiva e selezionato i disegni delle maioliche con le quali rivestire alcuni bagni della casa.


Sui fronti Nord ed Ovest della villa, prevale l'articolazione planimetrica degli ambienti interni, che si riflette nel movimento volumetrico visibile sulle rispettive facciate, mentre sui lati Est e Sud, si apprezza la compattezza delle cortine murarie che delimitano il patio.

L'essenzialità delle linee orizzontali si confronta con la puntualità degli elementi caratteristici del paesaggio circostante, come la verticaliltà del faro o l'organicità del bosco.

Abbiamo posto l'attenzione progettuale sul patio esterno, ristabilendo un nuovo rapporto tra i pieni e i vuoti delle facciate e concependo un nuovo sistema di assi di visuale libera che orientano lo sguardo verso il mare.

Intervenire su questo spazio è stato come avere a che fare con un tema dal duplice risvolto. Da un lato abbiamo potuto trattare questa parte della villa come un "salotto en plei air", progettando la zona divani e quella dedicata ai momenti conviviali, entrambe sono state coperte da una tettoia pergolata che accompagna lo sguardo verso l'azzurro del mare. Peraltro l'ampiezza della superficie ci ha permesso di concepire un giardino segnato da una palma dattilifera adulta, "restaurando" così la presenza di un elemento originario della villa, ponendo la pianta come baluardo della residenza e contemporaneamente, il contraltare del vicino faro di Punta Sottile.

Da un altro lato abbiamo potuto affrontare il tema della stereometria delle facciate esterne, prolungando il setto murario rivolto ad est e spostando l'accesso alla villa sul lato destro del fronte che guarda il mare. L'estensione della tettoia pergolata fino all'esterno della corte si sviluppa parallelamente all'allungamento del muro esterno che, oltre a sottolineare l'orizzontalità dell'architettura della villa, genera un vuoto nella cortina muraria e per la prima volta si genera "l'ingresso" alla villa.

Mentre all'esterno della costruzione il bianco della calce dei muri diventa il punto focale situato dentro la cornice del paesaggio, all'interno della residenza questo rapporto si inverte e i muri del patio e della casa diventano una finestra che inquadra la linea dell'orizzonte che separa l'azzurro del mare da quello del cielo.

La combinazione di bianco e di azzurro è stata il principale ingrediente di questa ricetta, ben condita dalla luce intensa del sole siciliano, che disegna ombre sempre diverse sui muri della villa a tutte le ore del giorno.

Intanto siamo arrivati ad agosto ed i lavori all'interno della villa sono quasi giunti al termine. Mancano solo gli ultimi dettagli per consentire al proprietario di entrare in casa e trascorrere le sue ferie a Favignana. E'stata una corsa contro il tempo e con qualche imprevisto che di solito non manca, ma ce l'abbiamo fatta. Qualche ritocco qua e la ed entro sabato tutto sarà pronto, con grande soddisfazione da parte di tutti.

Giunti alla fine di questo cantiere ci piace pensare che il destino abbia voluto che Marco si imbattesse nell'annuncio riguardante la vendita della villa e poi nei nostri progetti. Da li è venuto il resto. Quello che era diventato il ricordo di un mito, oggi è tornato ad essere le realtà e continuiamo a chiamarla Tempestina.








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