Runway!
- Ad'Architettura

- 21 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Uno sneackers store disegnato come una città.

Quando ci hanno proposto di curare l'immagine di "Runway", uno sneaker store in centro città, ci hanno chiesto di concepire uno spazio di vendita che potesse contenere tante sneakers, all'interno di uno spazio stretto e di ridotte dimensioni.

Un locale stretto e lungo, con pareti bianche e qualche setto tinteggiato nella colorazione del tortora.
Un controsoffitto bianco perforato di vuoti e di alcuni corpi illuminanti lasciati li.
Il pavimento era un pò anonimo! Piastrelle di gres quadrate di circa 45 cm di lato.
Il locale era composto da tre stanze in sequenza e nell'ultima abbiamo trovato due camerini di prova......il precedente negozio vendeva abiti per donna.
I muri perimetrali erano rivestiti fino all'altezzo di un metro e venti da pannelli in cartongesso del tutto antiestetici, sicuramente per nascondere la risalità dell'umidità che avrà certamente danneggiato gli intonaci.
Come trasformare questo spazio privo di note caratteristiche da valorizzare in uno store di calzature dal carattere accattivante?
Come valorizzare i difetti che abbiamo trovato all'interno?
Come si suol dire "abbiamo deciso di "fare di necessità virtù"!
Il pavimento lo abbiamo lasciato, senza rimuoverlo, senza coprilo. In fondo non era brutto, era solo poco valorizzato dalla illuminazione.
La soluzione ai nostri problemi stava innanzitutto nel nome.....Runway!
In inglese si traduce con......Pista!
Il nome, quasi onomatopeico, in italiano, ci ha fatto pensare a qualcosa di veloce.
Veloce da immamginare, veloce da progettare e veloce da realizzare.
E' così che abbiamo pensato al ferro.
Materia estremamente duttile, versatile da lavorare e tuttosommato non costoso.....ormai siamo lontani dal periodo dei bonus edilizi che ne avevano fatto salire le quotazioni.
In particolar modo abbiamo pensato ad un sistema modulare, facilmente ripetibile e riproducibile, da collocare dentro il negozio, senza che toccasse terra, ma che restasse sospeso in aria, flottante.

Sono nati così dei telai metallici che hanno incorniciato delle reti, anch'esse metalliche.....quelle reti che si usano spesso per delimitare le proprietà con dei recinti.
Il lavoro è stato fatto da un bravo fabbro che con la manualità di un bravo artigiano e la precisione di un ingegnere ha saputo realizzare il nostro progetto rispettando il millimetro!
La sua pignoleria mi ha obbligato ad andarlo a trovare giornalmente in officina per confermare la bontà degli avanzamenti del lavoro e per discutere e risolvere alcuni dettagli che meritavano ulteriore attenzione.
Usiamo spesso il ferro nei nostri progetti, ma in questo progetto si può dire che lo abbiamo fatto diventare protagonista e la figura del fabbro è stata come quella di un general contractor in grado di gestire praticamente tutti gli aspetti delle opere da realizzare.

La preparazione del locale è stata fatta dal nostro cartongessista storico, che ha regolarizzato e corretto alcuni difetti delle murature, ha ringrossato qualche sporgenza qua e la ed è intervenuto sui controsoffitti in maniera minimale inserendo delle velette che abbiamo progettato per nascondere una parte dell'illuminazione artificale.
......Abbiamo deciso di portare il grigio del pavimento a tutte le pareti ed al controsoffitto.
Abbiamo volutamente ristretto ancor di più il locale (solo illusoriamente) usando un colore che lo facesse sembrare più raccolto, ma anche pù elegante, uniformando la tonalità in modo da fare esplodere poi all'interno il vero protagonista dello store.
Il rosso!

Rossi sono i telai che galleggiano sulle pareti del negozio.
Rosso è il contorno del volume che sembra fluttuare al centro dello spazio.
Rosso è l colore del nome, Runway, anch'esso fluttuante all'interno del negozio.
E dopo tutto questo rosso, forse è per questo che il nostro cartongessista si è procurato un bastone rosso con il quale ha cominciato a tinteggiare le pareti.
Rosso è stato il periodo durante il quale abbiamo realizzato il negozio. Dicembre!
Ed anche rossa è stata l'eccezione alla regola con qui abbiamo trattato lo spazio su cui appendere delle grucce per l'abbigliamento.
Abbiamo pensato di realizzare un sistema a traliccio dall'aspetto minimal ed elegante.

Questo negozio è stato pensato imitando chi spesso costruisce palazzi con intenti speculativi, guardando più al profitto e alla massimizzazione dei metri quadrati da vendere.
Senza venir meno al principio della "velocità" ma anche del voler progettare uno spazio accattivante, ci siamo detti: Se i metri quadri del negozio non sono sufficienti per mettere in mostra l'intera quantità di scarpe del proprietario, perchè non utilizzare l'altezza dei muri?!
E se quelli esistenti non bastano ancora, perchè non costruirne degli altri proprio al centro dello spazio!
Ma noi siamo architetti e non speculatori e il nostro compito è quello di aiutare il nostro cliente, realizzando un progetto capace di essere sostenibile economicamente ed in grado di produrre a lui il reddito atteso, ma allo stesso tempo realizzando un'immagine che sia all'altezza del suo brand commerciale e di ciò che venderà.
Nella realtà non abbiamo costruito muri ma dei volumi espositivi filiformi ed estremamente versatili, che lasciano pressocchè inalterata la percezione dello spazio, definendo in modo chiaro il percorso all'interno dello spazio di vendita.
Quindi che dire?!.......Pista!!!!!
Dopo il racconto su come è nato Runway, se volete vedere il negozio finito, cliccate sul seguente link
















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