Cerca
  • Ad'Architettura

Restrizioni! Contesti diversi, stessa dinamica.

Aggiornato il: apr 17

Ho sempre desiderato andare a vedere quel posto, fare quella cosa, ma.....!

Questo pensiero ricorre sicuramente nella testa di ognuno di noi, specialmente in questi giorni di sosta forzata nelle nostre abitazioni, a stretto e costante contatto con la propria famiglia.

Cambia il contesto, che da urbano, metropolitano, se non addirittura territoriale, in questo momento diventa "domestico", ma le dinamiche comportamentali di ognuno di noi restano le stesse.

Quante volte ci siamo riproposti di andare a visitare un luogo o un museo all'interno della nostra città, fare una ben precisa esperienza magari appena fuori porta, ma abbiamo sempre "rimandato" a domani, pensando che "comunque c'è sempre tempo"

Abbiamo lasciato che l'inerzia degli impegni della quotidianità scorresse regolarmente senza nessuna deroga alla possibilità di infrangere una regola non scritta.

Adesso che siamo obbligati a trascorrere il nostro tempo, peraltro indeterminato, all'interno delle mura domestiche ce ne rendiamo conto e facciamo l'elenco dei buoni propositi, stilando magari delle liste sulle cose da fare o i luoghi da andare a vedere o le persone da incontrare, una volta tornati ad una vita normale.

Ma, mentre desideriamo recuperare al più presto la nostra normale quotidianità, continuiamo ad alimentare le stesse dinamiche comportamentali anche all'interno della nostra casa.

Se pensiamo a quante volte abbiamo desiderato trascorrere più tempo a casa e dedicarci a coltivare un interesse, a prenderci più cura di noi stessi, a passare più tempo con la nostra famiglia e adesso che siamo obbligati a stare in casa siamo diventati insofferenti a questa forzata intimità.

Facendo un paragone tra le due diverse "scale" contestuali, ci accorgiamo che i comportamenti che mettiamo in atto sono gli stessi.

Proviamo a fare un esperimento domestico, cercando di valorizzare alcune nostre abitudini cambiandone il contesto.

Ad esempio potremmo provare a cambiare il luogo in cui solitamente leggiamo un libro, sfogliamo una rivista o ascoltiamo della musica, trasferendolo dall'ambiente in cui siamo soliti farlo ad uno nuovo. Scegliamo il momento più adatto della giornata, quando il nuovo ambiente sarà ad esempio riempito di una luce calda ed avvolgente o sedendoci in prossimità di una finestra da cui osservare una vista esterna a cui non siamo abituati e alla quale non abbiamo dato mai la giusta importanza.



Si tratta di una questione di prospettiva, utile da allenare per modificare il nostro punto di vista e valutare l'effetto che questo tipo di elasticità può avere su di noi.

Magari questo genere di allenamento ci servirà a diventare più elastici con il tempo a nostra disposizione una volta ritornati ad una vita normale, quando avremo la possibilità di interrompere la routine e decidere di interporre, tra le cose che facciamo spesso in maniera abitudinaria, una piacevole parentesi, dettata dalla nostra volontà e dai nostri desideri.


Se vuoi visitare la casa dentro cui si trova la poltroncina che vedi sopra, clicca qui

230 visualizzazioni
  • Ad'architettura
  • Ad'architettura