La Casa dell'Archittente

Esperimento di Felicità

Trapani

Progetto architettonico: Giusi Mondino e Gianni Ingardia

Direzione Lavori: Giusi Mondino

Premessa.

Se in occasione del progetto di ristrutturazione di un appartamento, la figura dell’architetto coincide con quella del committente, l’intero processo progettuale si pone davanti ad un complesso dialogo/monologo frutto di riflessioni che sfociano nel lavoro “dell’archittente”.

 

COMMITTENTE.

Camminando per le vie del centro storico di Trapani, nell’antico quartiere ebraico, con i suoi stretti vicoli, un tempo punteggiati da botteghe artigiane, vidi un cartello con su scritto VENDESI, attaccato al balcone del secondo piano di un’antica palazzina.

Entrando nell’androne del palazzo mi innamorai del pavimento che si intravedeva sotto uno spesso strato di polvere e della scala che dava carattere all’immobile.

Una volta varcata la porta di ingresso dell’appartamento mi trovai in uno spazio inondato di luce e iniziai a girare tra le stanze stracolme di vecchi mobili polverosi e tracotanti di puzza di chiuso. Nonostante tutto ciò mi sentii felice e mi ritrovai a fantasticare su come quella casa sarebbe diventata.

Qui ho deciso di fare la mia casa, con la possibilità di avere al suo interno una zona per lavorare, forse anche uno spazio espositivo in cui, magari organizzare degli incontri culturali e chissà, assaporare anche il piacere di ospitare in una ancor più piccola parte della casa, possibili viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Una casa che abbia un’anima che rifletta le mie passioni, che interpreti i miei sogni, che sia un esperimento di felicità.

 

 

ARCHITETTO.

La casa era molto luminosa e i vani erano già ben distribuiti. Aveva bisogno di un leggero consolidamento strutturale  e di un progetto che la rendesse funzionale, dandole carattere e una nuova identità .

Le serviva una buona dose di versatilità e allo stesso tempo la possibilità di mantenere la privacy in alcune parti. Necessitava di uno spazio da usare come studio,  senza sacrificare le dimensioni della cucina, ne perdere la zona living. Ambienti minimali, con nuove finiture in grado di convivere in armonia con l'immutata essenza della casa.

Esaltare la luce naturale, usare pavimenti monolitici per rafforzare il concetto di minimalismo e progettare partizioni mobili per cambiare configurazione agli ambienti della casa, quando necessario. Salvare inoltre quel bellissimo pavimento in mattoni di cemento dipinto a motivi floreali, nella stanza più grande della casa. Credo che i vecchi proprietari la usassero come stanza da pranzo per le feste comandate.

Infine, pochi pezzi di arredo, progettati appositamente.                                                                                                                      

Un progetto in continuo divenire. 

Un esperimento di felicità in corso.

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