CANTINA OTTOVENTI

VALDERICE -  (TP)

Progetto Architettonico: Arch. Gianni Ingardia

Direzione dei Lavori: Arch. Gianni Ingardia

Progetto strutturale: Ing. F.sco Mazzeo

Impresa edile: FC Costruzioni di Antonino Figuccio

Ai piedi del monte Erice, in una posizione che consente di dominare la visuale sulla pianura della Sicilia occidentale, la cantina vinicola Ottoventi segna il paesaggio con un’architettura che emerge distintamente, focalizzando l’attenzione. Il complesso si richiama agli insediamenti agricoli, i massicci e schiacciati “bagli” a corte della tradizione siciliana sparsi nel territorio, e si dichiara nucleo edilizio contemporaneo, aperto ad un linguaggio sincretico, che opera per accostamenti, evidenze stereometriche, accentuazioni nel consolidare plurime funzioni in un insieme di parti a denotare via via la natura produttiva del complesso, l’aspirazione a fornire ambienti raffinati ed eclettici per le degustazioni, luoghi interni e spazi aperti per ospitare avvenimenti di pregio. La pianta a C si dispone con ali asimmetriche, che racchiudono una corte d’importanti dimensioni e forma trapezoidale, recintata ed orientata a sud, verso il paesaggio della pianura sottostante: sulla corte, silenziosa e di aspra conformazione, in leggero dislivello, si affacciano corpi architettonici distinti nella composizione dei prospetti, di altezza comparabile, che ospitano funzioni differenti. Al lato est della corte, l’ala del complesso si richiama ad una tipologia industriale, un padiglione con tetto a due falde sorretto da capriate metalliche a vista, che una sorta di protiro elevato su un alto zoccolo pone in aperto ed evidente rilievo: qui, nello spazio interno a doppia altezza del padiglione, si accolgono gli argentei silos in metallo per la lavorazione vinicola, un’imponente e ripetuta presenza, che segna lo spazio di produzione come una sequenza di oggetti-monumenti tecnici. L’ala ad ovest della corte e il corpo di mezzo, entrambi con copertura piana, comportano intrecci funzionali e compongono prospetti assimilabili ad un aspetto di natura urbana, in cui si accostano pareti a superfici intonacate ad inserti di geometria regolare in pietra arenaria a vista, si propongono grandi aperture, si introducono profondità differenti. L’intersezione fra i due corpi segnala uno snodo: un parallelepipedo a pareti non intonacate, con superfici in pietra a vista ed alte finestre, si distacca dalle ali, per contenere il corpo scale: un elemento di tono rarefatto, che disarticola e distacca la continuità delle ali nella corte. Allo stesso modo, come in una scenografia urbana, l’ala ovest nella corte accentua l’ingresso alla sala per eventi: il progetto coniuga uno spazio intermedio, uno scavo nel volume  incorniciato da travi e montanti, con il volume vetrato d’accesso. Inanellare spazi e qualità architettoniche, lungo i percorsi interni, sovrapporre e addensare significati funzionali ed espressivi: i luoghi “forti” della cantina, in quanto punto di produzione e d’accoglienza per la degustazione dei prodotti vinicoli, sintetizzano l’intento di definire un centro attivo. La zona predisposta all’invecchiamento in botti, la barriccaia, diviene un luogo di intensità visiva, un percorso nel livello ipogeo che si esprime nel pavimento acciottolato, nella saturazione di sensazioni. La pavimentazione dell’accesso alla sala per eventi è in vetro su un telaio a maglia regolare e dà luce alla barriccaia sottostante, con un effetto di filtro traslucido, che evidenzia il reticolo del telaio nelle variabili condizioni luminose: simbolo di una diffusa ricerca di eleganza, negli spazi interni, a fruizione pubblica. La sala di degustazione, posta a pianterreno fra gli spazi connessi alla produzione (imbottigliamento e laboratori enologici) e i magazzini, diviene luogo dell’elaborazione di un progetto di decoro e raffinatezza, cui concorrono il tono dell’arredo, i contrasti che si addensano alle pareti fra il fondo scuro e i lacerti geometrici chiari, la pavimentazione lucida di riflessi, il corso dei ciottoli alla base delle pareti. L’architettura degli “Ottoventi” diviene sintesi fra elementi compositi, racconto di un paesaggio in trasformazione, di una produzione, di una ricerca, nella contemporaneità.  (da https://www.theplan.it/webzine/architettura-italiana/cantina-ottoventi-valderice-   a cura di Francesco Pagliari

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